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PALAZZO COMUNALE (ex Convento Agostiniano) |
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Il nobile e pregiato edificio attuale è frutto di una grandiosa ricostruzione settecentesca. Il pianterreno è dominato dalla presenza del chiostro, armonioso spazio rettangolare trasformato nel tempo ed attualmente sviluppato su tre ordini. Il manufatto al centro del cortile, che a prima vista potrebbe sembrare un pozzetto, è in realtà un'antica cisterna attorniata da un tunnel di ghiaia e carbone che filtra l'acqua piovana rendendola potabile. Proseguendo attraverso lo scalone intemo, incontriamo il sarcofago di Marco Acutio Acutiano, collocato a parete sulla nostra sinistra. Siamo di fronte al più insigne manufatto di età romana che il territorio comunale abbia finora restituito. E' stato rinvenuto dagli stessi agostiniani durante la demolizione del 1773 e sembra risalire al II secolo d.C. Oltre a moglie e figli che hanno provveduto alla sepoltura, l'iscrizione ricorda anche il defunto cavaliere romano deceduto poco più che trentenne. Al
primo piano segnaliamo la pregevole pavimentazione settecentesca e gli
stucchi di pareti e soffitto peraltro rimaneggiati. Ci sembra questa la
comice più adatta per inserire le bizzarre vicende di Adriano Peroni,
artista montecosarese del XIX secolo. In origine stagnino, il Peroni
venne ingiustamente arrestato a causa di un furto non commesso, per cui
dovette scontare sette mesi di prigione. Qui conobbe un frate che gli
insegnò a dipingere, trasformandolo in poco tempo in un apprezzato
ritrattista. Abile anche nell'arte dell'affresco, per ben tre volte
raggiunse il Sud-America, dove arrivò a decorare la volta del Duomo di
Montevideo capitale dell'Uruguay. Il secondo piano è stato aggiunto oltre duecent'anni fa, in concomitanza con la grande ricostruzione. Tre stanze ed un corridoio ospitano l'Archivio Comunale che, oltre all'immensa mole di materiale documentario di deposito, conserva anche una sezione storica di antico regime e numerosi registri e carteggi a partire dal 1471. Alcune sale del Palazzo Comunale potranno ospitare, dopo il restauro dell'edificio, un museo intitolato al maestro Sergio Graziosi. Sarà allestito con opere che vanno dal secolo X all'arte contemporanea, provenienti da diverse collezioni private. Negli spazi comunali, nel foyer del Teatro delle Logge e nella sede provvisoria del Comune nel centro storico, è già possibile visitare le diverse opere attribuibili a Claudio Ridolfi, Filippo Spada, una Maddalena della scuola del Vecellio, sculture lignee (tra cui un San Rocco del sec. XVI della scuola del Solari), un presepe napoletano eseguito da Francesco Viva sec. XVIII ed altre opere riferibili ad importanti maestri della pittura. Interessante e di prestigio è anche la collezione di acqueforti, serigrafie e litografie di Giorgio De Chirico e Mino Maccari, provenienti dalla donazione "Vastano-Ferrigno" e le opere dell'artista maceratese Sergio Graziosi donate al Comune da Luciano Quarantini.
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